Biografia
musico
Clarinettista (clarinetto, clarinetto basso), sassofonista (tenore, soprano), electronic performer, arrangiatore, compositore.
Gli inizi
Il mio percorso parte tanti anni fa (classe ’64): da bambino ero sempre attaccato all’organetto Bontempi e preferivo stare a casa a suonare piuttosto che giocare a pallone. A otto anni i miei genitori mi iscrissero alla Civica Scuola di Musica di Milano, al corso di violino. Io in realtà volevo il sax, forse per le copertine dei dischi di Fausto Papetti che giravano in casa, ma allora non lo insegnava nessuno.
A dodici anni, presa la licenza di teoria e solfeggio, non ce la facevo più a strofinare corde. Mi dissero che il clarinetto era simile al sax e che il passaggio sarebbe stato facile. E così fu: a sedici anni lavorai tutta un’estate per comprarmi il primo sassofono.
La prima lezione me la diede Maurizio Longoni. Poi Arnaldo Invernizzi e, soprattutto, Primo Borali, che mi portò fino al diploma al Conservatorio di Piacenza e mi insegnò l’amore per il bel suono e per l’eleganza dell’espressione. Seguì il corso triennale con Antony Pay all’Accademia Lorenzo Perosi di Biella, con il Diploma Accademico Internazionale, e diversi concorsi vinti, tra cui il Concorso Internazionale Città di Stresa.
Gli strumenti d’epoca
Non mi bastava suonare il grande repertorio classico con il suono a cui eravamo abituati: volevo avvicinarmi a ciò che il compositore aveva in mente, con gli strumenti del suo tempo. Trovai a Londra un artigiano che mi costruì un clarinetto in si bemolle a cinque chiavi in bosso e un clarinetto di bassetto, copia di quello per cui Mozart scrisse il Concerto K622 e il Quintetto K581.
Superata la selezione dell’Akademie der Stadt di Basilea, mi sono perfezionato con Pierre-André Taillard sulla prassi esecutiva del Settecento. Ho eseguito il K622 da solista al Festival Internazionale di Musica Antica di Varese con un’orchestra su strumenti d’epoca, e il Quintetto in diversi festival di musica antica.
Jazz, teatro, musica dei popoli
Parallelamente ho sempre ascoltato, studiato e analizzato il jazz e la musica afroamericana, da autodidatta: uno studio che non smetterò mai di fare. Dal 1987 al 2000 ho insegnato nelle scuole medie e superiori, al Liceo Steineriano, ai Corsi serali del Conservatorio di Milano e a Musicopoli.
Nel 2000 ho lasciato l’insegnamento per partire in tournée con Moni Ovadia: quasi cinque anni e quasi tutti i teatri più importanti d’Italia. Ho imparato a essere personaggio di scena oltre che musicista, e spesso scrivevo gli arrangiamenti. Da allora non ho più smesso di scrivere per il teatro, collaborando a lungo con il Teatro No’hma di Milano.
Nel 2006 sono stato tra i soci fondatori dell’Orchestra di via Padova, che ho presieduto fino al 2011 e con cui ho inciso due album come strumentista, compositore e arrangiatore: Africa, Balcani, jazz e folk insieme a musicisti di tutto il mondo.
La musica mia
Negli ultimi anni ho sentito fortissima l’esigenza di scrivere e suonare musica mia. Sono nati Milano, ritagli di tempo, concept album per quartetto; Pierino e il bruco, per voce recitante e orchestra multiculturale, in scena nel 2013 alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano con Claudio Bisio; il Don Quixote con il Matheric Quartet; Klezmer a Paris con lo Xilo Ensemble; Zunguluke con l’Afric & Jazz Trio, insieme a Donat Munzila e Abdoullay “Ablo” Traore.
La passione per l’elettronica ha dato vita a progetti in solitaria come MyOwnGrooveProj e Giardino delle delizie, con cui sonorizzo dal vivo immagini, corti e pellicole d’epoca. Oggi questa ricerca continua nella serie Modern Clarinet Horizon, che compongo, suono e produco interamente.
All’attività concertistica e di studio affianco la formazione aziendale, dove la musica diventa strumento e metafora delle dinamiche di gruppo, e l’insegnamento di clarinetto, sax, armonia e improvvisazione. Dall’incontro tra musica e programmazione è nata MEG – Music Exercises Generator, l’app per studiare scale, giri armonici e standard jazz.